Reggio, svolto incontro “Libertà di fare impresa: può esistere? Costruiamo insieme percorsi di cambiamento”

Reggio, svolto incontro ” Liberta di fare impresa: può esistere? Costruiamo insieme percorsi di cambiamento”

Si è tenuto il 2 febbraio scorso, nel salone della Chiesa del Crocifisso, l’incontro organizzato dal Laboratorio politico Patto Civico dal titolo “Libertà di fare impresa a Reggio: può esistere? Costruiamo insieme percorsi di cambiamento”.

Si è trattato di una preziosa occasione per documentarsi e riflettere sugli strumenti offerti dalla normativa vigente a tutela della libera iniziativa economica, specie in contesti territoriali ancora condizionati dalla criminalità organizzata.
A tracciarne le linee il dott. Francesco Campolo, Viceprefetto in servizio presso la Prefettura di Reggio Calabria, esperto della materia, che ha sintetizzato le previsioni normative del D. Lgs. 159/2011 (Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione) e successive modifiche ed integrazioni, soffermandosi sulle informazioni e le comunicazioni antimafia, quali provvedimenti a carattere preventivo.

In particolare ha, poi, parlato delle White-list e del loro funzionamento ed illustrato le Misure straordinarie di gestione e sostegno alle imprese colpite da informazioni interdittive, evidenziando le opportunità offerte dal legislatore e sottolineando le possibili misure a salvaguardia degli interessi pubblici coinvolti e dei livelli occupazionali.
La problematica relativa alle citate Misure straordinarie è stata affrontata anche da un punto di vista mediatico, con particolare riguardo alla tutela dei livelli occupazionali e, in merito, è stato, altresì, osservato che le linee-guida del Ministro dell’Interno e del Presidente dell’ANAC evidenziano in maniera inequivocabile come la tutela dell’interesse pubblico, in casi analoghi, sia assolutamente prevalente ed assorbente rispetto agli interessi meramente privatistici dell’impresa interdetta, con inevitabili riflessi sulla interruzione dei rapporti di lavoro sottostanti. Concludendo, il relatore ha comunque fatto presente che è in fase di studio un’ipotesi di modifica normativa che consenta di mitigare gli effetti risolutori della certificazione ostativa.
A seguire è intervenuto il dott. Antonino De Masi, imprenditore calabrese che si è opposto ai tentativi di coercizione della ‘ndrangheta. La sua bella testimonianza si è conclusa con una standing ovation, segno di gratitudine e di vicinanza, ma anche offerta di impegno concreto perché non rischi di restare improduttiva.
De Masi è uno dei testimoni più significativi del nostro tempo e del nostro territorio ed invitandolo, abbiamo scelto di accompagnarlo nel percorso, di non lasciarlo solo, di scendere in campo con lui ove necessario. Racconta la storia dell’impresa di famiglia che, a Rizziconi, è stata ideatrice e produttrice dei primi e più moderni macchinari per l’agricoltura fino a divenire un’importante azienda con quasi 300 dipendenti. Parla di uno Stato che da distratto e assente è divenuto punto di riferimento e, nel momento della difficoltà, lo ha accompagnato e spronato ad andare avanti!
“Ma abbiamo rispettato le regole anche quando era difficile” dice “quando ci sono state…bombe, lettere anonime, proiettili, minacce e noi eravamo soli…”
Ha lottato, l’impresa De Masi, non solo con la ‘ndrangheta, ma anche con le banche, riuscendo persino a fare condannare dirigenti di importanti istituti di credito per interessi da usura. Ma oggi è all’avanguardia nel mercato, ha depositato nuovi brevetti e finanziato la ricerca. Quasi un’esortazione ad andare oltre, a non fermarsi, per se e per la propria terra.
“Oggi la mia famiglia vive fuori, siamo scortati e ci protegge l’esercito, ma tornando indietro rifarei le stesse scelte”. Nino De Masi ci invita ad interrogarci, ci sprona alla ricerca della legalità anche quando ci riguarda da vicino, nel nostro quotidiano e, rispettarla, comporta un prezzo da pagare. “La nostra omertà ha bruciato il terreno dei nostri figli che ora emigrano in massa! Hanno provato a rubarci la speranza ma, se lo vogliamo veramente, ce la possiamo ancora fare!”
E’ possibile fare impresa oggi: è questo il monito che ci trasmette. E lo testimonia con la sua vita!
In sala era presente anche Giuseppe Spinelli, anche lui imprenditore oltre che docente e scrittore, titolare di un’azienda agricola a Seminara, i cui ulivi secolari negli scorsi anni hanno subito incendi e danneggiamenti. Ma il fuoco non ha impedito la produzione dei frutti, né ha placato l’entusiasmo di Giuseppe con il quale più volte, insieme ad amici di varie associazione, ne abbiamo estratto l’olio. In occasioni di impegno festoso quali possono diventare le prove condivise con obiettivi di rinascita.
E proprio a Nino e a Giuseppe e, con loro, agli altri uomini e donne che nella nostra terra di Calabria hanno resistito alle angherie ed alla violenza della criminalità organizzata, preservando dignità e libertà per loro e per le loro famiglie, come Laboratorio politico, chiediamo di indicarci la strada giusta, accompagnandoci nel percorso “Tante Agorà in una sola città – Costruiamo insieme la città metropolitana”.
Un progetto che vuole costituire un’opportunità di partecipazione ed un richiamo alla cittadinanza attiva, per dare risposta a quella sete di democrazia che sempre più, anche nel nostro territorio, cerca spazi concreti d’azione.
Al termine dell’incontro è stato, inoltre, presentato il nuovo sito on line del Laboratorio politico – attivo all’indirizzo www.pattocivico.it – che sarà posto a servizio della rete in via di costruzione.
A breve riporterà i prossimi appuntamenti e le iniziative da condividere, quali il secondo, preannunciato, incontro sul tema Libertà di fare impresa a Reggio: può esistere?

pubblicato su  http://ildispaccio.it/reggio-calabria/136703-reggio-svolto-incontro-liberta-di-fare-impresa-puo-esistere-costruiamo-insieme-percorsi-di-cambiamento