Reggio ha un Patto Civico: “Alternativi al sistema di potere dei partiti”

“Ripartiamo dall’onestà e da un progetto politico partecipato e nato dal basso”. A nove mesi dalla sua costituzione, il Laboratorio Politico-Patto Civico, irrompe sulla scena cittadina, presentando un documento programmatico in vista delle prossime amministrative di novembre al Comune di Reggio Calabria. Fulcro del neosoggetto politico sono i 150 aderenti, provenienti dalla cosiddetta “società civile”. Dunque, esponenti delle associazioni territoriali, ma anche semplici cittadini che hanno voluto impegnarsi per creare una “realtà non contro i partiti, ma alternativa al sistema di potere partitico locale”. “Crediamo di poter raggiungere quel 51% degli elettori che alle ultime elezioni non si sono recati alle urne”, ha spiegato questa mattina alla sala “Biblioteca” del Palazzo della Provincia, il docente Antonino Spadaro, coordinatore del Laboratorio Politico-Patto Civico, il quale, allo stesso tempo, ha precisato di non essere nella veste di candidato sindaco, bensì “di tecnico che ama e conosce questa città”. La scelta del candidato a Palazzo San Giorgio verrà fatta, come spiegato in conferenza, eventualmente successivamente, individuando una figura idonea rispetto alle idee condivise da Patto Civico e da altre possibili liste legate alla proposta di Spadaro e degli altri aderenti. In ogni caso, bisognerà aspettare i prossimi mesi e “molto dipenderà dagli scenari futuri”.

Al di là dei possibili sviluppi in termini elettorali, ancora poco concreti, esiste un ampio documento programmatico, specchio di una idea di città “costruita” in questi mesi da cittadini, “appartenenti al variegato mondo associazionistico che, però, rappresentando se stessi, partecipano a titolo individuale”. Inoltre, il Laboratorio non vuole essere “un pensatoio, ma – ha spiegato Spadaro – una associazione di gente ‘semplice’, che sulla base di uno statuto hanno creato un documento programmatico che nasce dal basso”.

Trasparenza e legalità (dal bilancio sociale alla destinazione dei beni sequestrati agli imprenditori che denunciano il racket), tra le condizioni primarie per il buon governo cittadino, nonché “il rifiuto di legami con poteri forti ed occulti”, ha evidenziato il professore Spadaro.
Politiche sociali e del lavoro (proposto un “Piano regolatore del sociale), politiche culturali (un rete intelligente dei circa 30 musei presenti sul territorio provinciale), ambientali e del territorio (recupero delle periferie e messa in sicurezza del territorio): sono circa 30 pagine di idee e proposte, di cifre e dati, messe nero su bianco in questi mesi dai cittadini aderenti al Laboratorio Politico.
Per quanto concerne l’aspetto economico, il documento Patto Civico fa riferimento a diversi canali da cui attingere risorse finanziarie preziose, alla luce del pesante debito del Comune di Reggio, oggetto altresì di un piano di rientro decennale “lacrime e sangue”: dal recupero delle entrate dall’evasione fiscale locale ai fondi residui del “Decreto Reggio”, dai fondi comunitari a quelli destinati alle città metropolitane, fino all’utilizzo dei “111 beni immobili confiscati”.
“Il nostro programma circola da due mesi in rete, ed è stato copiato e ‘saccheggiato’ dai partiti”, ha affermato, Spadaro. “Il documento – ha continuato – può essere modificato ed integrato con la partecipazione dei cittadini, i quali devono tornare ad interessarsi della vita pubblica e dei processi decisionali amministrativi”.
Tra gli interventi, anche quello della giovane segretaria Jessica Borrello e di Patrizia Labate, che fanno parte del coordinamento Patto Civico insieme ad Virginia Alberti, Francesco Altomonte, Marisa Cagliostro, Annamaria Laface, Vincenzo Pizzonia, Giovanni Sergi, Salvatore Silivestro, Francesco Sucameli e Paola Varano.

di Walter Alberio

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