Lo Statuto perduto: il lento cammino di partecipazione al Comune di Reggio Calabria

“Lo Statuto c’è ma non si vede” verrebbe da dire! Carta silente troppo spesso dimenticata dagli stessi cittadini per la sua parziale inefficacia, lo Statuto è probabilmente il primo strumento di riscatto di cui siamo chiamati a riappropriarci in questo cammino per l’affermazione della partecipazione civica su cui (sembra) ci siamo ormai posti.

Strumento da recuperare, da conoscere e di cui sollecitare l’applicazione, quale atto in cui è fissato l’ordinamento generale del nostro Comune, le regole della sua organizzazione e del suo funzionamento ma soprattutto i valori in cui l’intera comunità locale dovrebbe riconoscersi.

Approvato con le Deliberazioni del Consiglio Comunale nn. 57 del 12.10.1991 e n.12 del 04.03.1992, adeguato con deliberazione Consiliare n. 3 del 16.02.2001 e modificato con Deliberazione Consiliare n. 49 del 28.08.2007, esso si compone di 130 articoli suddivisi in nove titoli. Le sue norme specificano le attribuzioni del Sindaco, della Giunta e del Consiglio comunale, indicano le forme di collaborazione con gli altri enti locali per svolgere in modo coordinato funzioni e servizi di interesse di più comunità, ma stabiliscono anche le garanzie delle minoranze, le forme della partecipazione popolare, le modalità di accesso dei cittadini alle informazioni e ai procedimenti amministrativi.

Nel titolo I rubricato “Disposizioni Generali” sono, in particolare, definiti gli obiettivi e i principi che dovrebbero connotare l’azione di governo comunale, richiamandosi l’importanza delle formazioni sociali quale strumento di educazione civile e morale dei cittadini, necessario affinché questi siano stimolati nello sviluppo di una coscienza critica e a forme di partecipazione alla vita pubblica. Alla partecipazione popolare in senso stretto è dedicato, invece, il Titolo II “Partecipazione Popolare”. Si tratta di norma anche di respiro ampio che lascia intravedere interessanti margini per lo sviluppo di pratiche partecipative anche di nuova generazione, rimaste tuttavia – almeno sino ad oggi – lettera morta, prive di effetto alcuno.

Se è vero che in un ordinamento democratico la titolarità del potere sovrano spetta al popolo che, a tutti i livelli di governo, la esercita attraverso i suoi rappresentanti e che gli enti locali – in quanto forme di decentramento che realizzano un avvicinamento del governo ai cittadini – sono strumenti di tutela e di rafforzamento di tale sovranità anzitutto attraverso le loro carte statutarie, è allora possibile dire che il nostro Statuto comunale, nella sua sostanziale “inattuazione”, ha tradito le attese che in esso si potevano riporre in termini di valorizzazione del principio di sovranità.

Ma tale inattuazione è addebitabile tanto ai governanti quanto ai governati che per troppo tempo hanno risposto con il silenzio al mancato rispetto delle norme statutarie e regolamentari in materia di partecipazione (e non solo), senza farsi responsabilmente carico di quella parte di impegno che loro si richiedeva perché la partecipazione stessa diventasse realtà. L’esercizio della sovranità è, infatti, un atto di responsabilità che richiede l’attivarsi di ognuno in prima persona. Non è solo votando i rappresentanti in Parlamento che il cittadino esprime la sua sovranità, ma anche votando il suo rappresentante al Comune, partecipando egli stesso alla politica cittadina intervenendo alle discussioni, iscrivendosi alle Commissioni e alle Consulte attraverso le quali può venir conoscenza delle questioni che coinvolgono l’ambito locale: dai problemi sociali, della viabilità e delle strutture pubbliche, alle iniziative di carattere culturale alle quali partecipare.

Lo Statuto del Comune di Reggio Calabria contempla numerosi istituti di partecipazione (Assemblee pubbliche, la Consulte, il referendum, le istanze, le petizioni, le proposte) attraverso cui garantire la trasparenza e la controllabilità dell’azione di governo e consentire ai cittadini di incidere sulle decisioni della Pubblica Amministrazione: la partecipazione non dovrebbe essere un orpello nei processi di decisione politica, ma una necessità di tutti gli ordinamenti democratici. Essa non necessariamente comporta quegli oneri aggiuntivi in termini di costi e di tempi che molti gli addebitano: esistono strumenti partecipativi semplici che non richiedono particolari aggravi procedurali. Per attivarli nel nostro Comune basterebbe: ripartire dalle numerose istanze emerse nella grande Assemblea pubblica del Gennaio 2012, chiesta ed ottenuta da un gruppo di associazioni cittadine, dopo una battaglia legale senza precedenti, ai sensi dell’articolo 20 dello Statuto comunale; istituire e far funzionare le Consulte previste dalla Statuto; attivare l’Urban Center per i progetti pubblici e di interesse pubblico e la pianificazione urbanistica e molto altro ancora.

L’auspicio è che la nuova Amministrazione del Comune di Reggio Calabria renda operativa al più presto questa “carta costitutiva”, attivandosi per promuovere e diffondere gli istituti di partecipazione e coinvolgendo, in particolare, i cittadini più giovani.

In questa prospettiva, e in gran parte conservando i principi ispiratori dello Statuto comunale, occorrerà costruire il nuovo Statuto della Città Metropolitana di Reggio Calabria la cui istituzione è rimandata al termine del mandato naturale dell’attuale Presidente della Provincia, previsto per il 2016. La redazione della nuova carta richiederà un impegno congiunto di governanti e governati, tutti chiamati ad approfondire i temi della partecipazione e ad esigerne una concretizzazione reale.

Non si tratta certo di raggiungere l’esercizio condiviso del potere, tipico della democrazia ateniese, né di creare una sorta di autogoverno collettivo, ma piuttosto di dar vita ad una democrazia “partecipativa” fondata sull’effettivo contributo dei cittadini che dovrà, anzitutto e quanto meno, esprimersi in termini di controllo e di legittimazione dei governanti

Buona partecipazione a tutti, dunque!

di Nicola Santostefano*Avvocato

pubblicato su http://ildispaccio.it/firme/74573-lo-statuto-perduto-il-lento-cammino-di-partecipazione-nel-comune-di-reggio-calabria